hyperlapse

Un hyper-lapse strepitoso, per il nuovo video degli Eugenio In Via Di Gioia

42.000 foto, 12 stati e una sedia: ecco la ricetta del nuovo video degli Eugenio In Via Di Gioia, girato con attrezzatura Canon e slider Dynamic Perception Stage Zero, firmato Dario Calì.

Abbiamo chiesto a Dario di raccontarci qualcosa in più su questo video:

La canzone

Giovani illuminati è il risultato di secoli di evoluzione del linguaggio della comunicazione. Il resoconto del rapporto tra uomo e tecnologia sfociato nel silenzio tragico dell’alienazione. Il dubbio amletico dell’essere o non essere, diventato “Essere e non essere”. L’uomo moderno ha totalmente modificato la propria percezione del mondo, rinunciando ai cinque sensi,alla memoria, allo spazio e al tempo, compiendo un suicidio a metà, per proiettarsi in una nuova splendida dimensione nella quale tutto avviene ovunque e contemporaneamente. Il sapere è condiviso e etereo, come se fosse su un hard disk esterno. La conoscenza è indissolubilmente legata a supporti fuori da noi, senza i quali il lume della nostra ragione si spegne e diventiamo scatole vuote.




Il video

Il video racconta come l’uomo moderno possa muoversi stando fermo, vivere milioni di vite in pochi minuti, ogni giorno. Per poi rendersi conto, una volta tornato nella propria stanza, che il tempo è trascorso ma lui non si è mosso dalla propria camera.



La produzione

L’unione fa la forza. Quando Eugenio, leader degli Eugenio in Via Di Gioia, mi ha chiesto il 15 Gennaio se avessi voluto realizzare il video per il loro singolo “Giovani Illuminati” ho fatto i salti di gioia. Erano 2 anni che non producevo un video in timelapse e qui la scommessa era farlo in meno di 30 giorni, in inverno, con 3 traslochi in mezzo -> SFIDA ACCETTATA

Ci siamo incontrati un paio di volte per conoscerci e capire in maniera generale l’obbiettivo del video.

La canzone mi ha subito colpito poiché molto differente dalle canzoni precedenti (gli Eugenio in Via di Gioia nascono come artisti di strada mentre in questa canzone e nel nuovo album hanno dedicato una grande attenzione all’esperienza sonora, cosa che io adoro).
Circa la metá delle sequenze proviene dai miei viaggi passati (Australia, Italia, Francia…) mentre altre scene sono state realizzate inedite per il video.

Le scene con la sedia sono state scattate muovendo la macchina foto ogni volta che la sedia si spostava. Avere la 5D a 30 cm da terra ha reso le giornate di shooting una sorta di Iron Run (immaginate di fare un piegamento ogni foto, per 600 foto)

Per la singola scena della candela che si consuma sono state scattate 2400 foto nell’arco di 10 ore




Per mantenere la stessa distanza nei giri intorno al protagonista del video ho utilizzato un filo da pesca legando un estremità alla caviglia del soggetto e l’altra alla gamba del treppiede, una sorta di compasso gigante!

Una delle sfide più grandi dal punto di vista della post-produzione é stata cercare di uniformare le scene d’archivio con quelle inedite.

Per realizzare alcuni hyperlapse nella parte centrale del video ho utilizzato un Ikan Beholder DS1, un piccolo gimbal che mi ha permesso di percorrere tracciati sconnessi con senza dovermi fermare ad ogni scatto.
Per le scene centrali degli allontanamenti le riprese sono state effettuate utilizzando la 70D senza cavalletto per la scarsità di spazio nelle location.

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